29 January 07 - 19:30Applet to Solve the Hungry Frog Problem
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E’
possibile percepirne la struttura e avvicinarsi ai suoi segreti solo
attraverso una paziente e meticolosa analisi. Un’osservazione
superficiale, infatti, impedisce di scorgere il rapporto che lega
insieme tutti i fattori di un problema e porta quindi ad una
comprensione parziale di ciò che si studia. Il ragionamento in questi
casi non è di aiuto perchè riduce tutto ad un particolare rischiando di
perdersi in se stesso. L’etimologia stessa di Università, universitas,
ad unum vertere, indica un atteggiamento volto a cercare il nesso che
lega ogni particolare, anche il più piccolo, anche il più
apparentemente insignificante, alla realtà tutta intera.
Accorgermi
che la realtà è sempre più grande e affascinante di quello che riesco
ad immaginare desta continuamente la mia curiosità e la mia domanda:
“ci sono più cose in cielo e in terra o Orazio che nella tua filosofia”
scriveva Shakespeare. Il fascino che la natura suscita in me, la
speranza di poter approfondire l’oggetto della mia passione e
condividerlo nel mondo scientifico sono le principali motivazioni per
cui ho scelto di intraprendere la strada della ricerca. La mia capacità
di osservazione e di comprensione della realtà cresce nella misura
dello stupore. Max Planck affermava: “chi ha raggiunto lo stadio di non
meravigliarsi più di nulla dimostra semplicemente di aver perduto
l’arte del ragionare e del riflettere”. Chi, come me, inizia questa
avventura si sente un po’ come l’Ulisse dantesco che giunge di fronte
alle colonne d’Ercole: non sa cosa lo aspetta, ma è mosso dal desiderio
di verità a mettersi in gioco e rischiare. La strada, infatti, non è
priva di incertezze e di timori: la lunghezza della gavetta, il rischio
del fallimento, la scarsa attenzione che la ricerca riceve dalla
società e dal mondo della politica. Queste preoccupazioni non
affievoliscono la passione se vengono vissute con qualcuno.
L’Università dovrebbe essere il luogo dove maestri ed allievi si
sorreggono concretamente nel dipanarsi del lavoro accademico. Infatti,
per non incorrere nello stesso destino che Dante riserva ad Ulisse
nella Divina Commedia, è necessario essere sostenuti nel cammino da un
maestro che, mosso dalla stessa passione, ridesti continuamente le
ragioni dell’agire dell’allievo e impedisca che ogni suo sforzo si
riveli uno sterile tentativo.
Ezio Bartocci
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" Vi sono cinque stimoli che possono incitare l'uomo alla scienza:
Vi sono uomini che vogliono sapere per il solo gusto di sapere: è bassa curiosità.
Altri cercano di conoscere per essere conosciuti: è pura vanità.
Altri vogliono possedere la scienza per poterla rivendere e guadagnare denaro ed onori: il loro movente è meschino.
Ma alcuni desiderano conoscere per edificare: e questo è carità; altri per essere edificati: e questo è saggezza"
(San Bernardo)
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