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29 January 07 - 19:30Applet to Solve the Hungry Frog Problem

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21 September 06 - 08:58My first heart's beat simulations

These are my first heart's beat simulations that I obtained...

100 1 0.2 1 0.4 0 100 0.001 10000
1 0 19 0 19 -0.60
100 5 0.2 1 0.4 0 100 0.001 10000 
1 49 50 49 50 -0.0152
3 19 80 19 80 -0.0154
5 80 19 80 19 -0.015

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01 July 06 - 18:59Ricerca, una possibilità affascinante di conoscere la realtà

Perchè vale la pena per un giovane laureato intraprendere la strada della ricerca scientifica?
Nella mia esperienza rimango continuamente colpito ed affascinato dalla bellezza della natura e da come tutto in essa segua leggi ben precise.

E’ possibile percepirne la struttura e avvicinarsi ai suoi segreti solo attraverso una paziente e meticolosa analisi. Un’osservazione superficiale, infatti, impedisce di scorgere il rapporto che lega insieme tutti i fattori di un problema e porta quindi ad una comprensione parziale di ciò che si studia. Il ragionamento in questi casi non è di aiuto perchè riduce tutto ad un particolare rischiando di perdersi in se stesso. L’etimologia stessa di Università, universitas, ad unum vertere, indica un atteggiamento volto a cercare il nesso che lega ogni particolare, anche il più piccolo, anche il più apparentemente insignificante, alla realtà tutta intera.
Accorgermi che la realtà è sempre più grande e affascinante di quello che riesco ad immaginare desta continuamente la mia curiosità e la mia domanda: “ci sono più cose in cielo e in terra o Orazio che nella tua filosofia” scriveva Shakespeare. Il fascino che la natura suscita in me, la speranza di poter approfondire l’oggetto della mia passione e condividerlo nel mondo scientifico sono le principali motivazioni per cui ho scelto di intraprendere la strada della ricerca. La mia capacità di osservazione e di comprensione della realtà cresce nella misura dello stupore. Max Planck affermava: “chi ha raggiunto lo stadio di non meravigliarsi più di nulla dimostra semplicemente di aver perduto l’arte del ragionare e del riflettere”. Chi, come me, inizia questa avventura si sente un po’ come l’Ulisse dantesco che giunge di fronte alle colonne d’Ercole: non sa cosa lo aspetta, ma è mosso dal desiderio di verità a mettersi in gioco e rischiare. La strada, infatti, non è priva di incertezze e di timori: la lunghezza della gavetta, il rischio del fallimento, la scarsa attenzione che la ricerca riceve dalla società e dal mondo della politica. Queste preoccupazioni non affievoliscono la passione se vengono vissute con qualcuno. L’Università dovrebbe essere il luogo dove maestri ed allievi si sorreggono concretamente nel dipanarsi del lavoro accademico. Infatti, per non incorrere nello stesso destino che Dante riserva ad Ulisse nella Divina Commedia, è necessario essere sostenuti nel cammino da un maestro che, mosso dalla stessa passione, ridesti continuamente le ragioni dell’agire dell’allievo e impedisca che ogni suo sforzo si riveli uno sterile tentativo.

Ezio Bartocci

Editoriale Sito Unicam

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05 January 06 - 11:45Cinque stimoli che possono incitare l'uomo alla scienza

" Vi sono cinque stimoli che possono incitare l'uomo alla scienza:
Vi sono uomini che vogliono sapere per il solo gusto di sapere: è bassa curiosità.
Altri cercano di conoscere per essere conosciuti: è pura vanità.
Altri vogliono possedere la scienza per poterla rivendere e guadagnare denaro ed onori: il loro movente è meschino.
Ma alcuni desiderano conoscere per edificare: e questo è carità; altri per essere edificati: e questo è saggezza"

(San Bernardo)

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